recensioni

Chi sta male non lo dice

51At2cJR+7L._SX308_BO1,204,203,200_TITOLO: Chi sta male non lo dice.

AUTORE: Antonio Dikele Distefano 

CASA EDITRICE: Mondadori 

DATA DI PUBBLICAZIONE: 28 marzo 2017

GENERE: Romanzo 

PAGINE: 162

PREZZO CARTACEO/EBOOK: 10,20€/ 4,99€

VOTO: 9/10

DOVE ACQUISTARLO: Amazon

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SINOSSI

Questa è la storia di Yannick e Ifem, la storia di due ragazzi. Di mancanze, assenze, abbandoni, di come è difficile credere nella vita quando questa ti toglie più di quanto ti dà. Una storia iniziata in un quartiere dove a cadere a pezzi sono le persone prive di impalcature, schiave delle condizioni economiche al punto di attaccarsi al lavoro rinunciando così alla vita. Dove chi non ci riesce beve fino ad annullarsi e alza le mani sui figli e sulle mogli dietro imposte serrate. Dove la gente sa e non fa nulla. Perché addosso tutti hanno l’odore dei poveri e le scarpe consumate di chi è abituato a frenare in bici coi talloni. Una storia di sogni infranti che i figli ereditano dai genitori, partiti dall’Africa per “na Poto”, l’Europa, senza sapere che questo paese non è pronto ai loro tratti del viso né preparato a sostenere le loro ambizioni. Basta avere la pelle un po’ più scura per essere preso di mira, il taglio degli occhi diverso per sentirsi intruso, un cognome con troppe consonanti per sentirsi gli sguardi addosso. In questa desolazione, Ifem prova a colmare il vuoto che la mangia da dentro con l’amore. Quello per Yannick. Un ragazzo che sembra inarrestabile. “Ifem, non ci fermeremo finché non capiranno che non siamo neri che si sentono italiani, ma italiani neri” le ripete continuamente. Ma pian piano quell’amore, come tutto attorno a lei, svanisce. Ne rimane solo un’ombra sottile nelle linee immaginarie che lei traccia sulle labbra di lui mentre dorme. Uno dei pochi momenti in cui Yannick sembra quieto. Perché a fermare la sua corsa è la cocaina. Iniziata per noia, quasi per caso, perché lui è cresciuto in un quartiere popolare dove tutti almeno una volta hanno provato, anche i preti. E perché per un attimo la polvere bianca riempie qualsiasi vuoto – ti fa sentire come avessi dentro tutto il ferro della torre Eiffel -, ma poi si porta via tutto. “Chi sta male non lo dice” non è però solo un pugno nello stomaco, è soprattutto la storia di come i fiori spuntano anche nel cemento. Di come c’è sempre un modo per salvarsi, l’importante è non rinunciare, non smettere mai di amare la vita.

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E33B29BC-14C1-41A6-A140-468FE65EF7BB.jpegRECENSIONE

Ifem e’ una ragazza originaria del Congo, trasferitasi in Italia con la sua famiglia con la speranza di un futuro migliore, nonostante un passato abbastanza difficile. Ma quelle speranze e quei sogni ben presto andranno in frantumi. Al giorno d’oggi ci sono ancora ” esseri umani” che considerano le persone di colore ” diversi” ma Ifem questo lo sa, e nonostante tutto non si e’ mai aspettata di essere capita o accettata. Ed e’ per questo che prende parte ad ogni manifestazione sostenuta da persone come lei, che fuggono dal loro paese per cercare speranza in Italia, ma che puntualmente, quelle speranze e quell’integrazione vengono a cessare, perche’ non verranno mai accettati per la maggior parte dell’essere umano. 

“ Vivevo tantissime solitudini. Mi sentivo sola pur trovandomi in mezzo alla gente.”

Yannick è un ragazzo originario dell’Africa, la scuola per lui non e’ stato un luogo di ritrovo dove poter imparare e avere amici, ma bensi’ un luogo dove incontrare amici falsi per poi finire in un giro da cui non e’ facile uscirne, la droga gli stava rovinando non solo la vita, ma anche quelle poche vere amicizie e l’amore vero. Proprio come Ifem anche lui e’ un ragazzo di colore, ma lui sostiene di non aver scelto lui di essere nero, non si e’ mai sentito diverso, fin quando ci sono persone che ancora oggi, sono pronte a puntare il dito facendogli notare la sua diversita’.

“ il motore principale delle scelte che fa un uomo sono la paura e la rabbia. E io non volevo ulteriori paure.”

Yannick e Ifem si conoscono proprio ad una di queste manifestazioni, ma solo dopo qualche giorno iniziano a parlarsi su una semplice panchina, e da li, su quella panchina, inizia la loro storia d’amore diversa dalle altre, una storia d’amore che ha del bello ma anche del brutto, che ha della felicita’ ma anche del malinconico. Nonostante Yannick faccia uso ancora di droghe e si comporti in modo davvero “ingestibile ” Ifem insiste col volergli far aprire gli occhi, facendo diventare lei stessa la droga di cui Yannick abbia piu’ bisogno, e salvare quel che rimane di un Yannick perso e mal ridotto. 

“ Ci sono stati momenti in cui siamo stati capaci di volerci senza farci male.”

Ifem soffre davvero tanto, il suo malessere interiore per quell’amore che gli e’ entrato dentro, che nonostante non faccia altro che farla stare male, lei continui a cercare. Chi ti ama resta, nonostante tutto, e’ questo Ifem lo capisce solo quando Yannick un giorno si chiude la porta alle spalle e si dirige in un centro di riabilitazione senza avvisare. Cosi’ Ifem, raccogliendo tutti i suoi frammenti di cuore decide di ritornare in Congo, nella sua terra, per ritrovare quel che rimane di se stessa, per sentirsi ancora una volta viva.  Il loro cammino e’ ancora pieno di imprevisti, il loro passi ritorneranno ad incrociarsi?.. cosa ne sara’ di Yannick e Ifem?

“ perché anche se ora convinto dico che non ne voglio più sapere nulla, una parte di me vorrebbe ancora innamorarsi e se potesse farebbe il tuo nome.”

Un libro davvero malinconico, che ho letto in un momento particolare della mia vita, e che mi ha aiutato a capire tante cose. Ho potuto sentire quella piccola tristezza in ogni parola. Non e’ il solito libro d’amore, questo e poco ma sicuro, non ci sono rose e fiori, ma tutt’altro, sopratutto il finale, vi fara’ sentire davvero molto giu’ di morale. Ho amato questo libro perche’ in ogni parola, c’era sempre un pizzico di verita’, perche’ ti aiuta a capire tante cose sull’amore che credevi di conoscere. Questa storia ci fa capire che  una persona non la cambi con la sola forza dell’amore e che si dovrebbe valutare l’importanza di chi ci sta accanto solo in base a quanto ci cerca, e non a quanto ci manca, che è meglio fuggire piuttosto che aspettare qualcuno che non sa nemmeno che noi lo stiama aspettando. E tutto questo viene trasmetto tramite questi due ragazzi, che vivono la loro vita, purtroppo, sempre criticata da coloro che li ritengono diversi. Ancora oggi si vedono persone che giudicano quei ragazzi di un colore diverso dal proprio, e io ne sono allibita. Una persona la si accetta per cio’ che e’, e per cio che da’, non dalle sue origini o dal colore della sua pelle, purtroppo ci sono alcuni Italiani che meriterebbero davvero di essere trattati come alcuni trattano quelle persone che sono solo di origini diverse. Attraverso questo libro ho capito ancora di piu’ quanto deve essere dura per tutte quelle persone che vengno qui’ in italia credendo di trovare rifugio e futuro. Yannick e’ stato debole, ha deciso di arrendersi e ho capito le sue ragioni, ho capito il perche’ ma questo non ve lo spiego, lo capirete leggendo questo libro. Ifem e’ invece una donna forte, con sani principi, una donna che non si lascia abbattere, con la malinconia e la tristezza negli occhi cerca di ritrovarsi di nuovo nel suo passato, di capire che puo’ anche sentirsi viva. Il modo in cui Antonio Dikele scrive mi piace davvero tanto, non so come, ma fa in modo di far ricordare ogni parola che scrive, ha il potere di farti capire ogni singola parola e fartela entrare dentro senza andar piu’ via. Trovo questa lettura molto significativa, e credo che se state cercando un libro da leggere in tranquillita’ questo sia quello giusto. Capirete il perche’ di questo titolo, perche’ e’ proprio vero, a volte giudichiamo le persone ma non sappiamo cosa si cela dietro i loro volti sorridenti, perche’ chi sta male non lo dice.

ALLA PROSSIMA RECENSIONE

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