Interviste.

Intervista Beatrice Corradini

CHI E’ BEATRICE CORRADINI?

680C0620-B8DA-4765-8E3A-47136C0A5752BEATRICE CORRADINI (Roma, 1995) studia Letteratura italiana moderna e contemporanea. Ama tutto ciò che è poesia, vintage, punk, fantascienza e chimica, e quando non è impegnata a scrivere e disegnare è possibile trovarla intrappolata su Skyrim. Sue principali ispirazioni e aspirazioni sono Stefano Benni e Douglas Adams.


DOMANDE DEDICATE ALL’AUTRICE

1. Ci parli un po’ di te?
Ma certo. In breve: mi chiamo Beatrice (in “arte” Trix), ho 21 anni e provengo dalla magica Roma Sud. Ho due genitori supereroi, una sorella finto-vegana e un cane saltellante. Ah, e amo le lenticchie e la pioggia.

2. Cosa fai nella vita?
Oltre a tentare di sopravvivere cercando di non finire sotto gli autobus del centro, studio Italianistica e Lettere Moderne all’università e al momento vago in cerca di un lavoro.

3. Scrivere è la tua più grande passione? Hai altre passioni?
Scrivere è la principale, quella che vorrei diventasse un lavoro, un giorno, ma amo anche leggere, disegnare (sia in digitale che a mano), sono appassionata di musica (un tempo suonavo il basso, adesso ascolto soltanto fingendomi una critica musicale e scovando gruppi sconosciuti), di fumetti e di fantascienza.

4. Scrivere un libro ha cambiato di molto la tua vita?
Scrivere cambia le vite delle persone a prescindere, le rende più distratte e allo stesso tempo più attente ai dettagli circostanti. Gli unici cambiamenti che ha apportato sono la consapevolezza di poter pubblicare ancora, se mi impegno, e il capire che per farsi leggere bisogna insistere anche dopo. Prima non mi sarei certo ritrovata a parlare in pubblico o nelle scuole di che ruolo avesse per me una cosa così intima come la scrittura. Adesso, anche se continua a sembrarmi assurdo che qualcuno mi legga o sia curioso di farlo, ogni tanto capita. Per il resto però la mia vita è la stessa di prima (per fortuna, dai).

5. In quale momento della giornata ti piace rilassarti e leggere un bel libro?
Leggo principalmente la sera, rischiando di fare nottata e non svegliarmi il giorno dopo, o sui mezzi.

6. Ti ispiri ad altri/e autori/autrici?
Non ho dei capisaldi fissi, variano a seconda della storia. Per “Io sono la pioggia” ho cercato di ispirarmi alla scrittura di Stefano Benni e di Brizzi in “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, ma fondamentalmente l’emulazione lascia il tempo che trova, visto che sono alla perenne ricerca di uno stile e di idee completamente mie.


DOMANDE DEDICATE AL SUO LIBRO

7. Come nasce la storia raccontata in questo libro?
Nasce un po’ per caso, a scuola, durante l’anno di maturità. Ho sempre avuto il vizio di fingere di prendere appunti e scrivere storie, quando la lezione mi annoiava. La noia è un ottimo combustibile per le idee. L’idea embrionale del libro invece è nata mescolando la mia fame di sentimentalismi con quella per il punk e prodotti come “‪Suburra‬”, “‪Romanzo Criminale‬”, “A.C.A.B” e film quali “L’odio” di Mathieu Kassovitz.

8. Perché il nome “Io sono la pioggia”?
Mi è stato suggerito dall’editor al posto del titolo originale, “Cronache da una città di ombre”. È una formula che rimanda all’impalpabilità della protagonista, che in qualche modo si presenta sfuggente come la pioggia, e che viene pronunciata in un momento particolare del libro.

9. C’è qualcosa della protagonista che ti rappresenta?
Sì e no. Tre anni fa, quando ho scritto la prima versione della storia, Andrea era ciò che volevo diventare. Tuttavia con il tempo è cresciuta, sono emersi i suoi lati umani e con essi i suoi difetti. Andrea è un’eroina dei tempi moderni, ma non è perfetta. Però di lei ho il suo sarcasmo (anche pesante e tendente al black humor, a volte), il suo ingenuo senso della giustizia, la sua aria trasognata e misantropa.

10. È stato complicato scrivere tutti quei pensieri e aforismi?
Non molto, sono cose che penso anche io e fanno parte di me, quindi spesso scorrevano come l’acqua.

12. Sei riuscita a nascondere “le parolacce” di Andrea dietro a delle parole un po’ divertenti ma di effetto, senza risultare troppo volgare, come ci sei riuscita?
Pensavo “qual è la cosa più stupida con cui coprire un insulto”? Man mano che le espressioni di Andrea mi venivano in mente nel corso della giornata, le appuntavo da qualche parte, promettendomi di usarle. Ne è avanzata qualcuna, tra l’altro.

13. Come hai ideato la copertina di questo libro?
Non l’ho ideata io, ma è stata scelta dalla casa editrice. Mi è stata proposta e l’ho accettata, anche se a mio parere non rappresenta completamente il libro (che è una storia dai tratti urban, ambientata a Roma). Il volto della ragazza in copertina però ci prende con lo sguardo di Andrea, che in realtà non ho mai immaginato bellissima e perfetta, ma con l’aria perenne di chi si è appena alzato (e con i capelli molto più scompigliati e arancioni).


NEWS COLLABORAZIONI E SALUTI

Hai già intenzione di scrivere un altro libro? Ci anticipo qualcosa?
Ne ho due in corso e altri da revisionare. Il progetto principale che sto portando avanti è una storia di fantascienza a cyberpunk nata su un forum, a cui hanno partecipato anche delle mie amiche. È un romanzo distopico che sicuramente richiederà più di un libro considerata la mole della trama. Le voci narranti sono tre (tre fratelli antieroi al massimo, uno più bastardo dell’altro), ci saranno tante botte, tante avventure, tanti ideali, tanta amicizia e, perché no, anche tanto amore (in cui la componente slash è forte, tra l’altro). Spero di finire almeno il primo volume entro marzo 2018.

Farai della scrittura il tuo lavoro in futuro?
Sarebbe bello, anche se complicato. Di sicuro la scrittura continuerà a rimanere in primo piano.

Il tuo libro è disponibile in tutte le librerie? Hai già organizzato firma copie? Ci saranno?
Sì, il libro si trova in tutte le maggiori librerie, e se non è disponibile si può tranquillamente ordinare sul posto. Altrimenti ci sono Amazon e gli store online, che non tradiscono mai. Ho organizzato diverse presentazioni e firma copie da quando è uscito il libro (‪15 giugno‬), per ora sono a quota quattro, a dicembre ce ne sarà una quinta qui a Roma, in una delle Mondadori. Se riesco, in questo mese vorrei farne altre.

Hai già collaborato con altri blogger?
Pochi, in realtà non mi sono preoccupata di spammare la storia su Internet (anche se dovrei, ma quando si tratta di social sono sempre pigra).

Hai già organizzato giveaway? Ti piacerebbe organizzarlo?
No, quello mi manca, ma prima o poi sarebbe carino provare!

Un saluto ai lettori, e un motivo del perché dovrebbero leggere il tuo libro.
Perché dovete dare un senso alla morte di quei poveri alberi. Scherzi a parte, perché sarebbe bello un mondo dove le persone sostengono le altre e sono curiose di non leggere sempre i soliti libri con cui “si va sul sicuro”. In pratica chiedo una possibilità, che spesso non viene data ai nuovi autori. E poi se state facendo\dovrete fare la maturità è un manuale di sopravvivenza bello e buono, mentre se l’avete già superata, beh, la storia non è certo indirizzata solo agli adolescenti, ma a tutti coloro che sentono di avere uno spirito “diverso”.
Grazie per avermi sopportata e, come diciamo nella magica Roma Sud, “bella pe’ voi” 😉

Siamo arrivati alla fine di questa nuova intervista. Ci tengo tantissimo a ringraziare Beatrice, una ragazza molto simpatica, gentile e affabile. Oggi abbiamo avuto l’onore di conoscerla un po’ di più grazie alla sua fiducia e al suo tempo che ha riposto in me per questa intervista, e ne sono veramente entusiasta. Se volete imparare a conoscerla sempre di più giorno per giorno vi consiglio di seguirla sulla sua pagina instagram, e inoltre se ancora non avete letto del suo libro potete trovare la recensione di “ io sono la pioggia” qui sul blog nella categoria recensioni. Che dire? Auguro a Beatrice tutto il successo di questo mondo e spero che vi sia piaciuta questa intervista e che vi abbia aiutato a conoscere una nuova storia travolgente.

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ALLA PROSSIMA INTERVISTA👋🏻

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