Interviste.

Intervista: Andrea Cantone.

CHI E’ ANDREA CANTONE?

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 ANDREA CANTONE è nato a Biella nel 1977. È laureato in Scienze Geologiche all’Università degli Studi di Torino; oltre a fare il geologo in uno studio di Vercelli, insegna Matematica e Scienze alla Scuola Media. Nel 2015 è diventato papà di Aurora, alla quale è dedicato questo libro. Quando non scrive legge libri di ogni genere. Un Giorno Alla Volta è il suo primo romanzo, ispirato alla vita di sua moglie Rita, di origini lituane.                                                                    I suoi contatti sul web sono i seguenti:

Facebook: andreacantone13177;  ungiornoallavolta.romanzo/

Instagram e Twitter: andreacantone77


DOMANDE DEDICATE ALL’AUTORE:

  1. Scrivi a mano o a computer?Rigorosamente a computer. Se durante la giornata mi vengono in mente delle idee che ritengo utili, o frasi che voglio inserire o correzioni, le annoto sul cellulare o le registro a voce. Appena mi rimetto a scrivere sistemo prima gli appunti per non dimenticarli.
  2. Hai un luogo/stanza dove preferisci scrivere?Di solito scrivo a casa. Non ho una stanza preferita. Quando sono ispirato va bene tutto, purché sia a casa mia tranquillo. Mi piace molto scrivere sul balcone al mattino presto quando il mondo dorme. Ho una sveglia puntata sul cellulare con scritto “book’s time” alle 5:00 del mattino. Di solito ascolto musica jazz o soul in sottofondo, bevo caffè americano e accendo una candela (per creare l’atmosfera)
  3. Come e quando ti sei reso conto di essere uno scrittore?Bella domanda. Io non mi ritengo uno scrittore. Uno scrittore è uno che vive scrivendo. Io sono solo una persona che ha scritto una storia. A quanto pare questa storia piace e sembra che io l’abbia scritta abbastanza bene, ma io sono prima di tutto un papà un marito e un insegnante di Scuola Media. Infatti l’idea di scrivere un libro è nata con la nascita di mia figlia Aurora. Mi piace di solito chiarire il concetto con una frase del mio scrittore preferito Don Winslow: “A volte racconti una storia, a volte è la storia a raccontare te”. Ed è così, a volte se la storia ti prende e la senti tua si scrive quasi da sola, devi solo andarle dietro e lasciarti trasportare dalle dita sulla tastiera.
  4. Spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.Io, come ho già accennato, sono prima di tutto un papà e un marito, nessuno di speciale. Quando ero più giovane amavo lo sport, ora amo la mia famiglia, e cerco di trascorrere più tempo che posso con loro. Ecco anche la ragione per cui mi sveglio presto la mattina per scrivere: per non togliere tempo a mia moglie e mia figlia durante la giornata. Se fosse il mio lavoro sarebbe diverso, ma è un hobby; e come hobby viene sicuramente dopo di loro. L’idea del libro è nata con mia figlia. Volevo lasciarle qualcosa di mio, anzi di nostro visto che racconto la storia di sua mamma. Ho usato la vita di mia moglie (che non è stata facile) come metafora di vita e per dire cose che avevo dentro. La protagonista è quindi mia moglie: fa le cose che ha fatto lei, ma dice e pensa le cose che penso io. Ho unito le nostre due persone, in modo che mia figlia nel racconto trovi tutte e due le personalità dei suoi genitori. Lo so che detto così può suonare complicato, ma se c’è armonia tra due persone non lo è affatto.
  5. Stai pensando a un futuro in cui la scrittura diventerà sempre più importante per te oppure la scrittura sta solo occupando una parentesi temporanea della tua vita?Non so al momento quale importanza avrà la scrittura nel mio futuro, quello che so è che mi piace scrivere, mi rilassa, mi permette di evadere dalla quotidianità che molte volte può apparire anche noiosa e grigia. Finché avrò qualcosa da dire scriverò, se poi qualcuno sarà così generoso da regalare alle mie opere parte del suo tempo, sarò onorato. Non ho mai dato, e non darò mai per scontato che qualcuno usi il suo tempo personale per leggere quello che scrivo. Per me è un immenso regalo. Sempre.
  6. Stai lavorando a qualche altro romanzo?Sì, sto lavorando a un secondo romanzo. Racconto sempre una storia vera, ma questa volta il protagonista è maschile, il libro è raccontato in terza persona ed è ambientato in un’altra epoca e un altro continente. Quindi decisamente diverso dal primo. L’unica cosa in comune che hanno è che entrambi sono ispirati a storie vere. Penso infatti che le storie vere abbiano un valore aggiunto rispetto alle storie inventate. Sapendo che davvero qualcuno ha vissuto quei momenti e quelle sensazioni, secondo me viene a crearsi più empatia tra il lettore e i personaggi che di fatto sono realmente esistiti. Ora però la stesura del secondo romanzo è stata bruscamente interrotta per far posto alla promozione del primo; non riesco a concentrarmi a fondo su due cose insieme. Non sono come le donne che sono assolutamente più multitasking degli uomini.

    DOMANDE DEDICATE AL SUO LIBRO.

  7. “Un giorno alla volta” è il tuo primo romanzo?Sì è il mio primo romanzo. Scritto di getto in sei mesi, praticamente ogni mattina prima di andare a lavorare.
  8. Sappiamo che questo racconto è ispirato alla vita passata di tua moglie, cosa ti ha risposto e cosa ha pensato quando gli hai proposto di farne un libro?Eravamo in macchina, lei mi stava raccontando alcuni aneddoti che ancora non conoscevo di quando era piccola; mi sono girato verso di lei e le ho chiesto: “E se scrivessi un libro sulla tua vita cosa ne pensi?” Mi ha guardato con aria confusa e mi ha risposto: “Eh? Ma che cosa stai dicendo?” Le ho spiegato le mie ragioni: che volevo scriverlo per nostra figlia, che volevo che avesse qualcosa di nostro, che avevo delle cose da dire sulla vita, ma mi serviva una storia interessante da utilizzare per creare una morale e trarne un insegnamento. Non era ancora convinta allora ho aggiunto: “Senti, ho già in mente come inizia e come finisce. Lo scrivo, tu lo leggi, se ti piace riempio il buco in mezzo, se non ti piace lasciamo stare ok?” Così ho fatto. Siamo arrivati a casa e quella stessa sera, mentre loro erano a letto, ho scritto prologo ed epilogo. Il mattino dopo li ha letti, e mi ha risposto che erano bellissimi (si è commossa). Era fatta. Potevo riempire i buchi. All’inizio avevo una scaletta con dieci capitoli che poi sono diventati una ventina e alla fine il libro ne conta trentaquattro.
  9. Da dove nasce il nome del tuo romanzo? Perché l’hai scelto?Il titolo iniziale era diverso, poi scrivendo e tracciando i particolari della storia mi è venuto in mente “UN GIORNO ALLA VOLTA”, che poi è il modo in cui si dovrebbero affrontare tutti i problemi della vita. Non possiamo risolvere tutto e subito, ma nella vita ci vuole, molte volte, grande pazienza. Questo concetto è espresso diverse volte nei vari capitoli di crescita del mio personaggio; quindi il titolo mi sembrava azzeccato per il messaggio che volevo che passasse tra le pagine.
  10. CI sarà un continuo di questa storia, ti baserai sempre sulla vera storia di tua moglie? Puoi anticiparci qualcosa?Mia moglie ci spera e me l’ha già detto diverse volte. Nel senso che quella è la sua vita, la sua storia senza di me, poi c’è tutto il dopo, quello che è successo dopo che…. (non vorrei “spoilerare troppo). Sarebbe sicuramente un romanzo diverso da questo; lo vedo come un romanzo romantico, magari a due voci (lui & lei) alternate nei diversi capitoli. Il titolo in realtà l’ho già pensato, mi è venuto in mente un giorno mentre ne parlavo con mia moglie. Esiste già la cartella specifica nel mio pc e la scaletta dei capitoli è già impostata, ma per il momento sono troppo affezionato a questo romanzo per scrivere il seguito. Ma, mai dire mai.

 

11. Hai rivelato che alcuni dialoghi presenti nel libro sono stati inventati pur             mantenendoti sempre sul vero, come ci sei riuscito? È stato difficile? Sei stato aiutato?

In realtà è venuto tutto abbastanza naturale. Come ho detto prima il personaggio riprende le vicende reali di vita di mia moglie, ma per i dialoghi e le sensazioni non ho voluto sapere più di tanto perché volevo entrare anch’io nella storia. In caso contrario sarebbe stata una normale biografia, cosa che invece il mio romanzo non è affatto. Più che altro si potrebbe definire un libro-testimonianza. Testimonianza di vite lontane dai nostri stereotipi italiani, luoghi che molti non conoscono, sentimenti che per fortuna non molti arrivano a provare. E poi comunque nei primi capitoli la protagonista è ancora troppo piccola per pensare quello che ho scritto, era normale romanzare qualcosa nei primi sei/sette anni di vita di una persona. Ho fatto poi leggere il libro a mia moglie solo alla fine, e lei mentre lo leggeva ogni tanto rideva, ogni tanto piangeva; voleva dire che avevo fatto centro. La più bella domanda che mi ha fatto leggendo il libro è stata: “Ma questo te l’ho detto io?” Non mi aveva invece detto nulla. E mi ha risposto: “Era proprio così che mi sentivo. Era proprio così che pensavo. Ma come hai fatto a scriverlo? Avevo fatto centro un’altra volta. Almeno su di lei.


NEWS SULL’USCITA NELLE LIBRERIE E COLLABORAZIONI:

12. Parlami in quale librerie è possibile trovare il tuo libro, da quanto tempo è disponibile, qual è il prezzo e se hai già venduto qualche copia o se ne hai regalata qualcuna con qualche dedica.

Il libro è stato autopubblicato ad Aprile sul sito ILMIOLIBRO (in versione cartacea) e su AMAZON (in versione ebook). Dopo aver avuto un buon riscontro e diverse recensioni positive ho conosciuto il responsabile di una piccola casa editrice della mia città (LINEADARIA – www.lineadaria.it) che ha letto il romanzo e ha deciso di pubblicarlo. È nelle librerie da questo mese (settembre). È possibile trovarlo nelle maggiori librerie (Mondadori, Feltrinelli, ecc), ma con i dati dell’autore e codice ISBN è ordinabile dal catalogo nazionale, in caso la libreria non avesse delle copie sugli scaffali. È acquistabile direttamente anche sul sito della casa editrice nella pagina del catalogo. Il libro costa 16 euro. Ho già spedito diverse copie con dedica a persone che mi hanno contattato direttamente su Instagram o sulla mia pagina Facebook. Se mi contattate mi fa molto piacere, io rispondo a tutti. Ho scritto il romanzo con amore e per amore; sapere che sono riuscito a emozionare anche voi per me è una gioia enorme.

13.  ( in futuro ) pensi di collaborare con me o altri blog e pagine, o su concorsi online per dare la possibilità di far vincere una copia di un tuo libro con dedica.

Io credo moltissimo nella collaborazione e nel potere dell’informazione. Più si è informati, più si risparmia tempo ed energia. Quindi se i blogger vorranno collaborare con me io sono assolutamente disponibile. Anche il fatto di fare delle gare per vincere la copia del mio romanzo era un’idea che mi era già venuta in mente. Però non saprei sinceramente come fare e come impostare la cosa. Magari qualche blogger esperto potrebbe venirmi in aiuto e spiegarmi le regole del gioco.

13. Un’ultima cosa da dire ai lettori sul perché dovrebbero leggere il tuo libro.

Perché parla di vita, che è la cosa più bella che abbiamo; in particolare una vita non facile, dove la protagonista fin da subito si è dovuta rimboccare le maniche e crescere in fretta per cercare di andare avanti e ritagliarsi un posto nel mondo. L’insegnamento che spero venga colto è quello di non mollare mai, che la vita può essere difficile, ingiusta e crudele, ma non è colpa nostra, ma è colpa nostra però se non ci piace la nostra situazione e non facciamo nulla per cambiarla. Tutta la nostra vita non è nient’altro che il risultato delle nostre azioni, nel bene e nel male.


 

Siamo giunti alla fine di questa intervista. Ci tengo a dire GRAZIE ad Andrea per aver permesso finalmente di pubblicare la mia prima intervista qui’ sul blog, Per avermi donato il suo tempo dandomi le informazioni che piu’ mi incuriosivano sulla sua vita e su questo magnifico libro. Spero che vi abbia incuriosito questa intervista e che andiate ad acquistare il suo libro perche’ davvero vale la pena leggerlo. Trovate la recensione di questo libro anche qui’ sul mio blog nella categoria recensioni.

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2 risposte a "Intervista: Andrea Cantone."

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